L’IA sta progressivamente estendendo il suo raggio d’azione all’interno della Pubblica amministrazione italiana, configurandosi come uno dei temi centrali nell’agenda del ministro per la PA, Paolo Zangrillo.
Nel dibattito tra posizioni catastrofiste e accenti entusiasti, la linea del ministero sposa con nettezza la visione dell’AI come volano di sviluppo.
L’obiettivo è realizzare veri e propri “salti quantici” in termini di efficienza dei processi interni e di qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese.
Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie non è priva di cautele. Il ministro ha individuato due precise allerte per governare la transizione:
- Un approccio culturale consapevole: L’evoluzione tecnologica non deve in alcun modo sollevare i funzionari pubblici dalle proprie scelte e dalle relative responsabilità decisionali.
- La formazione continua: È indispensabile investire nel costante aggiornamento tecnico del personale per evitare l’obsolescenza delle competenze.
Il contrasto al divario digitale: il programma «Abc Data Academy»
Uno dei rischi più concreti legati all’introduzione dell’AI è l’ampliamento del divario tra le amministrazioni pubbliche più strutturate e gli enti locali minori, che spesso non dispongono di risorse e personale adeguati per gestire la transizione digitale.
Per scongiurare questo dualismo e supportare soprattutto i piccoli Comuni, il ministero sta mettendo a disposizione risorse ed esperti consultabili. Parallelamente, sul piano delle competenze, è stato potenziato l’impianto formativo attraverso il lancio di «Abc Data Academy».
Si tratta di un programma di alta formazione che combina modalità e-learning e lezioni in presenza, finalizzato a rafforzare la consapevolezza del valore strategico dei dati e a migliorare il loro utilizzo nei processi decisionali pubblici.
Gestione del personale e reclutamento: i progetti per dipendenti e candidati
Il settore delle risorse umane rappresenta oggi uno degli ambiti applicativi più solidi e promettenti per l’AI, specialmente in una fase di forte ripresa delle assunzioni (che ha visto l’ingresso di 641mila persone tra il 2023 e il 2025, e ulteriori 24.100 a gennaio 2026, con un’ampia componente di giovani sotto i 35 anni destinati a sanità ed enti locali).
In questo contesto, la gestione dei flussi si articola su tre progetti principali:
| Progetto / Strumento | Ambito di applicazione | Funzionalità principali |
| InPa e Skill Matrix | Reclutamento e candidature | Analizza in anticipo i profili dei 3 milioni di utenti iscritti al portale; ottimizza le comunicazioni e le graduatorie; suggerisce in automatico ai candidati i bandi più in linea con il loro curriculum. |
| Strategic Forecasting | Programmazione del fabbisogno | Elabora algoritmi basati sui dati storici degli enti per prevedere quali competenze e profili professionali saranno necessari alla Pa nei prossimi anni. |
| Progetto Minerva | Personale già in servizio | Incrocia le competenze richieste dal ruolo con quelle possedute dai dipendenti per orientare i piani di formazione e promuovere lo sviluppo professionale (in via di implementazione nelle Pa centrali). |
Servizi a cittadini e imprese: semplificazione e transizione energetica
L’intelligenza artificiale trova applicazione anche sul fronte dei servizi “esterni”, con l’obiettivo di semplificare l’azione amministrativa e supportare il tessuto imprenditoriale in settori complessi, come quello dello sviluppo delle energie rinnovabili e del programmato ritorno al nucleare.
Per agevolare la comprensione del quadro normativo derivante dal Dlgs 190/2024 e dalle relative disposizioni attuative, è in fase di sviluppo NormaAi.
Questo sistema guiderà le imprese e i funzionari nell’interpretazione delle regole sulle rinnovabili, fornendo risposte precise e riferimenti puntuali.
Questo modello di assistenza normativa intende porsi come uno standard replicabile in altri comparti strategici, integrandosi con il piano di semplificazione che ha già visto il ripensamento di 465 procedure censite da «Italia Semplice».
Il limite umano all’AI agentica: il rifiuto della delega in bianco
Il passaggio da un approccio “reattivo” a un’impostazione “proattiva” – tipica della cosiddetta AI agentica, capace di sviluppare riflessioni autonome e suggerimenti aggiuntivi a partire dagli input ricevuti – solleva interrogativi etici e operativi sul rischio di una delega in bianco agli algoritmi.
La posizione del ministero su questo punto è di assoluta fermezza: l’intelligenza artificiale, anche nelle sue forme più avanzate, opera esclusivamente su modelli matematici. Essa rimane strutturalmente priva di sensibilità, emozioni, esperienza e capacità di discernimento.
L’AI va considerata un potente moltiplicatore di informazioni e un supporto alla modellazione delle strategie di policy, ma l’atto decisionale e la responsabilità giuridica e politica devono rimanere saldamente ed esclusivamente in capo all’essere umano.so, ma lo rende governabile, impedendo che l’automazione si traduca in una riduzione della qualità dell’azione pubblica.